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Il Lago di Caldonazzo

Il lago più grande


Il lago di Caldonazzo è, tra i laghi appartenenti interamente al Trentino, il più grande con 4753 metri di lunghezza, 1870 metri di larghezza e una profondità media di 26,5 metri.

Costituisce una vera e propria palestra naturale per la pratica degli sport acquatici, come nuoto, vela, windsurf, sci d'acqua, canoa, pesca, dragon boat (famoso è Il Palio dei Draghi, spettacolare competizione fra municipalità), canottaggio.

Nel periodo estivo viene istituito sulle principali spiagge libere il servizio "Spiagge Sicure" con assistenza ai bagnanti (bagnino). Strutture balneari e club nautici propongono inoltre la pratica di sport ed organizzano competizioni a livello nazionale ed internazionale.

Sulle rive del lago si trovano numerose località turistiche (Ischia, San Cristoforo, Valcanover, Canale, Santa Caterina) dotate di campeggi, strutture alberghiere, sportive e balneari.

Da visitare, sul territorio perginese, anche il biotopo "Canneto di San Cristoforo", habitat ottimale per molte specie di uccelli acquatici.

Il Comune di Pergine Valsugana gestisce direttamente due pontili comunali situati in località Valcanover, disciplinati dal Regolamento comunale per la gestione del servizio ormeggi.

Le caratteristiche delle imbarcazioni ammesse sono le seguenti:
- devono essere in proprietà;
- larghezza: non superiore a cm. 250 fuori tutto;
- se a motore la potenza non può superare i 3 Kw (4 CV), che rappresenta il limite massimo per la navigazione sul lago di Caldonazzo. Nel caso di imbarcazioni dotate di motore, sia fisso che ausiliario, il proprietario deve produrre copia dell’assicurazione del motore intestata a sé medesimo.
Gli ormeggi annuali assegnati sono rinnovabili, previo pagamento della relativa tariffa da effettuarsi improrogabilmente nel periodo febbraio-marzo di ogni anno, fatta salva la possibilità per l’Amministrazione Comunale di assegnare i medesimi mediante apposita graduatoria.

Cenni storici
Il lago toccava nel passato il borgo di Pergine ed il suo livello è calato con l'abbassamento del letto del fiume Brenta, l'emissario che esce dal lago in località Brenta (comune di Caldonazzo).
Nell'Ottocento il diritto di pesca sul lago spettava per 3/5 al Castello di Pergine e per 2/5 ai conti Trapp di Caldonazzo; alla fine dello stesso secolo la porzione del Castello passò ad alcuni nobili e borghesi di Pergine. Sia il Castello di Pergine ed i successivi proprietari che i conti Trapp avevano diritto di pesca con le reti all'interno del lago, diritto che spesso veniva affittato; la popolazione aveva solo la possibilità di pesca all'amo sulle rive e la diatriba tra i "rivieraschi", cioè i censiti dei comuni di Ischia e Castagné ed i possessori del lago si concluse con la decisione della Suprema Corte di Giustizia di Vienna che il 6 dicembre 1899 riconosceva agli abitanti dei due comuni il diritto di esercitare la pesca alla pedina con amo, reti e altri arnesi rimanendo lungo la riva o penetrando nel lago a piedi, senza l'uso della barca. A tale sentenza si è fatto rifeimento fino al 1983, cioè al passaggio del lago alla Provincia. Nel passato si utilizzava anche come via di comunicazione ed era percorso da barche e zattere; all'inizio del Novecento nei giorni festivi da San Cristoforo partiva un piccolo battello per delle escursioni.
Nei primi anni del Novecento venne fondata una società tra i proprietari di Pergine ed i conti Trapp per un migliore sfruttamento del lago sia nel settore ittico sia in quello turistico, o "industria dei forestieri" come era allora chiamata. In seguito porzioni di lago furono alienate e si susseguirono vari passaggi di proprietà; su alcuni tratti delle rive del lago nella parte di San Cristoforo si costruirono stabilimenti balneari. Dal 1983, dopo l'esproprio dei diritti di pesca che appartenevano alla famiglia Dalmeri, il lago è proprietà esclusiva della Provincia Autonoma di Trento.