:

Indietro

Parco Tre Castagni

Pergine - ex O.P.


Si tratta di una vasta area verde già appartenente al Demanio dell’ex Ospedale Psichiatrico (1882) che si trova all’interno e nelle adiacenze della struttura.
Si estende su un’area complessiva di più di 20 ettari, che verrà gradualmente “ristrutturata” e riqualificata al fine di renderla fruibile a parco pubblico a disposizione di tutta la popolazione. Le indicazioni progettuali spaziano in tante direzioni e la realizzazione avverrà per singoli stralci.
Il primo intervento riguarda l’area situata sulla zona collinare nelle vicinanze del Maso Tre Castagni con la realizzazione di un’area ludica per il gioco, una serie di punti di sosta per anziani e portatori di handicap, una grande area prativa libera destinata ad usi diversi, accessi pedonali e ciclabili.
La sistemazione del parco avverrà sviluppando una serie di indicazioni progettuali: quella ludico-ricreativa, quella didattica-botanica-naturalistica, quella storica-umanistica, legata all’obiettivo del mantenimento della memoria storica del grande ospedale.
Nella fase di analisi per la predisposizione del progetto sono stati cen- siti e catagolati tutti i soggetti arborei presenti, molti dei quali di grande valenza botanica.

Nelle aree pianeggianti, a ridosso dei padiglioni dell’ospedale, la specie più rappresentata è il Cedro deodara, seguita dall’Abete rosso, dall’Olmo siberiano, dal Pino Nero d’Austria. Le piante più grosse sono il Cedro deodara, alcuni Cedri dell’Atlante, il Pino nero e l’Abete rosso; notevoli sono inoltre un Tiglio, due Ginkgo biloba, un Platano: vennero messi a dimora probabilmente tra il 1882 e il 1912. Erano presenti molti giardini all’italiana, intorno e dentro il Padiglione centrale. L’area collinare era coltivata presso Maso San Pietro, terrazzata a vigneto nell’anfiteatro a valle del Maso, alberata con piante da frutto scendendo dall’acquedotto austriaco fin quasi all’edificio dell’Obitorio. Sulle rive a monte dell’edificio principale emergevano vecchi castagni e uno stretto lembo di bosco scendeva dalle pendici del colle del Castello fin quasi agli attuali campi di bocce. L’area rimase agricola fin dopo la Seconda Guerra mondiale, quando cominciò una sistematica opera di rimboschimento delle superfici ex agricole, considerate non più produttive. Degli anni Sessanta possono essere gli Abeti rossi vicino a Maso Tre Castagni, molti degli Olmi siberiani, qualche Cedro himalaiano, le Douglasie, i Pini strobi.
Molti sono gli alberi di pregio o monumentali presenti nell’area che vanno valorizzati e tutelati.