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Palazzo a Prato

Pergine


La struttura originaria del palazzo (inizio secolo XVI) comprendeva gli edifici dal civico numero 15 al numero 23.

Appartenuto alla nobile famiglia a Prato, dopo il XVIII secolo passò alla famiglia Paoli e successivamente divenne sede di un orfanotrofio femminile. Attualmente il palazzo è destinato ad uso abitativo e commerciale.

Notevole la facciata. Al primo piano una trifora, affiancata sui due lati da monofore con pilastrini lavorati a specchio; capitelli con fiori e volute nella trifora, di stile tuscanico-albertiano nelle monofore. Il secondo piano con le finestre rettangolari venne aggiunto nel 1804.

Il portale principale, in asse con la trifora, è ad arco a tutto sesto ed è decorato dallo stemma della famiglia a Prato.

Tra il portone e la cornice marcapiano vi era un affresco attribuito a Marcello Fogolino, (databile fra il 1527 e il 1558), raffigurante la Madonna in trono con il Bambino e da sinistra San Rocco, San Giorgio e San Giovanni Battista; da destra San Sebastiano, San Domenico e Sant'Antonio Abate.

Un altro affresco raffigurante Maria Ausiliatrice, è dipinto sul retro dell’edificio sopra la scala esterna ed è quindi di difficile fruizione pubblica; al cortile si accede dal portale archivoltato, a tutto sesto, in pietra, inserito in un muro con merlatura di tipo guelfo, coperta da coppi; un fastigio floreale a volute, delimitato da cinque palle di porfido, con al suo interno lo stemma della famiglia a Prato, sovrasta la struttura esterna del portale.

Per approfondimenti è possibile consultare Giovanna degli Avancini, "Inventario e schedatura degli edifici storici di Via Tomaso Maier e dei palazzi Hippoliti e Gramatica in Pergine Valsugana (Trento)", in "Studi trentini di scienze storiche", LVII (1978), 1-2, pp. 54-83.